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Architettura - Arte - Approfondimenti culturali

Progetto palazzina C – Roma

(06-08-2020) 

Un palazzina “Classica”. Questo progetto è stato realizzato seguendo i dettami dell’Alberti descritti nei dieci libri sull’Architettura. La facciata è divisa in 7 parti di cui 3 sono dedicate alle finestre. La struttura complessiva è formata da un quadrato, dove la larghezza supera di 3 metri l’altezza.  Ogni piano è definito da 10 parti (4 metri), di cui 1 parte dedicata alla cornice, 3 al sotto finestra e 6 alla finestra. Il sommoscapo delle colonne dell’atrio è 1/10 del diametro alla base.

I materiali utilizzati sono quelli tradizionali della cultura architettonica romana: travertino per la facciata, mattoni, peperino per i marcapiani, il tetto è piano ed è coperto da un tetto a falde con struttura in legno; in pratica una copertura praticabile coperta.

Una palazzina di chiara ispirazione “classica“, un termine che in realtà significa poco, dato che a volte per classico si vuole intendere passato, e quindi privo di originalità. Essere originali significa costruire delle abitazioni in una ruota panoramica del Luna Park, farebbe la felicità degli architetti “Modarnisti”  ma non credo di quelli che ci andranno ad abitare.

E quindi l’originalità non può essere il solo elemento ispiratore del progetto, ma dobbiamo prima definire alcuni elementi che non possiamo eludere.

Il primo è la funzione che dovrà avere l’edificio, in questo caso una palazzina condominiale; questo significa che avrà una certa grandezza e una forma regolare, ebbene si regolare! Chi abiterà in quel luogo non vorrà soggiornare in un quadro astrattista ma vorrà avere uno spazio comodo.

Il secondo punto è l’utilizzo dei materiali di una certa qualità che resistano al tempo in modo che l’invecchiamento la valorizzi più che deprezzarla.

Il terzo punto sono i particolari, e qui entriamo nel cardine stesso della progettazione, ciò a cui intorno tutto ruota, il particolare modella lo spazio. Tutto ciò farà in modo che ci abita sentirà di appartenere a quel luogo in tutti i suoi aspetti, quasi con orgoglio. Una situazione siffatta è un successo pieno del progettista in quanto lo spazio mentale si incastra perfettamente con l’intenzione progettuale. Tal costruito potrà essere anche originale? Certo nessuno lo vieta, ma saranno i particolari a definirlo.

Per chi si fosse perso il significato di spazio mentale può trovarlo qui.

Vorrei rimarcare tuttavia il concetto di forma regolare, dove sembra che io voglia interrompere intenzionalmente eventuali nuovi processi creativi. A parte che le limitazioni spesso sono degli incentivi ad innovare, ma ammettiamo pure che così potrebbe essere, perché lo faccio?

Perché una palazzina non è una villa, apparentemente pleonastica l’asserzione è propedeutica alla necessità di far capire che la differenza di funzioni, anzi di utilizzo dell’opera è fondamentale per poter originare un progetto degno di nota. Ossia, io non posso pensare di progettare una villa trasferendo poi quelle stesse forme in una palazzina; se in una villa le dimensioni e le sua peculiarità di essere abitata da una singola famiglia mi permettono di spaziare in una certa varietà di forme in una palazzina condominiale la regolarità è profondamente legata alla sua funzione.

Se in una villa posso inserire finestre di varie forme o porre l’entrata principale al piano superiore farlo in una palazzina significherebbe disorientare le persone, rendere inaccettabile il manufatto in quanto in contrasto con tutte le convenzioni stratificatesi negli anni, significa allontanarsi dalla spazio mentale con le conseguenze che già conosciamo. Dunque non ci rimane che attenerci a questo principio di regolarità e trovare anche in questo degli aspetti originali.

Diciamo infine che questo progetto è anche una provocazione, in quanto vuole porre l’individuo di fronte ad una scelta. In un mio primo articolo sulla simmetria misi a confronto tre edifici indicando in quali dei tre si preferirebbe abitare; ecco in questo caso sono sceso ancora di più nel particolare  indicando dove preferireste andare ad abitare tra l’edificio che qui presento  ed un altro di simile fattura ispirato ai principi delle architetture contemporanee che vanno per la maggiore. Questo decreterà il successo o  meno di un’opera.

Se doveste scegliere in quale abitereste?

Eh, lo so, già mi vedo i puristi della contemporaneità, sprezzanti dei desideri di una fascia di persone che non capiscono di architettura sminuire ciò che piace in modo istintivo perché lontano dalle formule di impianto volumetrico, in quanto ancora attaccati ai miseri particolari.

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Planimetria piano primo Particolare Entrata Palazzina Classica a Roma

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© Arch. Alessandro Plini (www.archihouse.it)

Contatti per progettazioni: info@unopuntosei.net o info@archihouse.it

Mob. +39 3496039795

 

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