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Architettura - Arte - Approfondimenti culturali

Progetto Palazzina T – Roma 2020

(17-10-2020) 

Progetto di una palazzina a Roma tra via dei Manti, via Moira, via Alcesti e via Altea.

Moderno e tradizione dovrebbero essere uniti non solo sulla carta ma anche nella pratica, ossia nell’atto ultimo del costruire“.

Palazzina a Torre formata da due blocchi di diversi materiali, uno pieno con rivestimento in pietra e uno in vetro. La zona giorno è nella parte in vetro mentre la zona notte è nell’altra. I materiali utilizzati sono quelli della tradizione romana, travertino per la pareti esterne con interposti listelli in peperino. Ai quattro angoli della struttura dei pilastroni raggiungono e superano la copertura per poi formare delle arcature che fanno da sostegno a dei pannelli fotovoltaici e a  delle piante rampicanti. Sul terrazzo è anche inserito un giardino pensile. L’edificio è circondato completamente da terrazzi. Gli infissi della parte vetrata sono rivestiti in rame ed hanno una larghezza di 20 cm, mentre quelli della parte in muratura sono in metallo con effetto acciaio lucido. Il piano terra, tutto vetrato, è occupato da attività commerciali: due negozi e una caffetteria.

Qual è il significato che possiamo dare a questo progetto che ci supporta, come gli altri progetti fin qui presentati, ad evidenziare gli aspetti generali e particolari?

Questo edificio esula un pò da quelle caratteristiche per come io intendo l’edificio, ossia che non superi una certa altezza per permettere quella l’interazione tra uomo e costruito (vedi anche articolo relativo). Tuttavia è interessante evidenziare come in una costruzione che si sviluppa in altezza possano esserci degli elementi graditi.

Elementi che sono già stati esaminati in altri scritti come per esempio le aperture, che non dovrebbero essere solo dei semplici fori dove vengono calcolate le aree e l’illuminazione relativamente alla normativa; ma dove le finestre, sia nel fatto di occupare uno spazio, sia in quello di definire quello spazio, diventano un elemento importante, fondamentale.

In questo caso l’apertura è stata incorniciata da questi elementi in travertino e peperino che si sviluppano per tutta la facciata piena, e la loro conformazione a porta-finestra si concilia con l’andamento continuo del terrazzo intorno all’edificio,  andandone a sfruttare tutte le possibilità.

I materiali degli infissi sono in metallo effetto acciaio che si contrappongono agli infissi della parte trasparente, sempre in metallo ma ricoperti con una lamina in rame con una larghezza di 20 cm,  appositamente realizzata in modo che quel particolare diventi elemento fondamentale su cui soffermarsi, per la sua grandezza e per il suo aspetto estetico quasi a diventare un elemento opaco a se stante come potrebbe essere una parete.

Si evidenzia come nell’analizzare una semplice apertura sia importante andare sempre più nel particolare. Tutto questo si integra nell’idea generale che è composta dai due elementi, quello opaco e quello trasparente, che non deve essere la sola guida del progetto, altrimenti faremmo lo stesso errore degli architetti “modarnisti” contemporanei, dove il segno pretende di diventare l’elemento fondamentale.

Il segno o meta-segno  non può essere l’elemento fondamentale  perché  come scrissi in un altro articolo quel quadrato è uguale ad altri mille quadrati e come tale non sarà esso a fare la differenza, ma sarà necessario riprendere tutti gli elementi che compongono l’edificio; non solo il vuoto e il  pieno dell’idea.  Tra questi sicuramente la fornitura dei materiali stessi, i quattro elementi angolari che delimitano con dei grossi pilastri a formare una sorta di costoloni ricoperti con travertino e peperino che si innalzano fino a formare degli archi che si incrociano sul tetto e vanno a supporto di altri elementi che sono i pannelli  fotovoltaici (elemento tecnologico) e il verde (elemento naturale).

Gli stessi parapetti in vetro esaltano questa differenza tra opaco e trasparente e i terrazzi che si sviluppano in orizzontale con una accentuata  profondità che va a instaurare quel dialogo tra elemento orizzontale ed elemento verticale che poi si andranno a definire nei loro particolari. Il progetto dunque non si ferma allo schema iniziale ma prosegue fino alla definizione dei più piccoli elementi.

 

 

Pianta piano primo
Pianta piano tipo

 

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© Arch. Alessandro Plini (www.archihouse.it)

Contatti per progettazioni: info@unopuntosei.net o info@archihouse.it

Mob. +39 3496039795

 

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