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Architettura - Arte

PROGETTO VILLA 1

(23-12-2023)

E’ il pensiero che si innalza non le strutture!

“Solo, in questa dimora le luci rossastre della sera si intrecciano a quelle artificiali, comincio a pensare, e la mia mente acquieta i suoi assilli; i colori alterano i miei molteplici stati d’animo e il guazzabuglio delle giornate intrise di caos e ordine; le immagini si depurano e la realtà mi inonda di piacevoli sensazioni; tutto gira intorno a me fino ad arrivare all’universo.”

Questa villa che ho progettato mi da lo spunto per portare la mia idea di architettura su un tema differente, rivolto al singolo committente e non a una comunità. Qui il discorso si fa diverso e la percezione che si ha del costruito apre a scenari che cambiano il rapporto tra uomo ed edificio. Questa differenziazione, inizialmente funzionale si allarga inevitabilmente a quella estetica. In pratica non posso definire un progetto usando le stesse categorie o riferimenti che utilizzo in altre situazioni.

Le altezze, gli spazi esterni ed interni, le proporzioni, i materiali, le tecnologie, sono indirizzati ad una singola persona e questa peculiarità mi da la possibilità di variare gli elementi all’interno del progetto più che nelle palazzine o negli edifici condominiali.

Non sono costretto a indirizzare le persone, qui è la persona che indirizza me. Nella villa il progetto è solitario ma non si esplica in solitudine, tutto è perfettamente comprensibile, razionale, ed anche se meno vincolato ho comunque bisogno di sapere dove sto andando. Anche se libero di esercitare la mia fantasia in qualche intreccio volumetrico sono comunque legato ai particolari, qui ancora di più in quanto non si ripetono nel suo andamento come negli edifici più grandi ma si soffermano in quell’unica facciata, in quell’unica struttura.
Così come nella rappresentazione delle colonne esterne che sorreggono una loggetta ho volutamente definito gli elementi della colonna in quanto ogni sua parte viene da noi percepita in quel modo. Mi spiego meglio; se nell’architettura dei contemporanei si vuole evidenziare la linea per definire lo spazio facendo della colonna un elemento tutto uguale dalla base fino alla sua chiave senza soluzione di continuità, nella mia intenzione invece c’è una discontinuità che vuole definire quell’elemento e non nasconderlo nella totalità dell’edificio; e come fare questo se non separando visivamente la colonna nei suoi elementi, ossia una colonna, un capitello, un arco e ancor di più evidenziandoli con dei materiali differenti?

Che cosa voglio dire con questo? Voglio affermare che il risultato finale non è legato al semplice segno di una linea continua ma nella separazione anche pratica di ogni elemento che fa parte del progetto. Così nella villa abbiamo un continuo dialogo tra volumi ed elementi che definiscono i volumi dove i secondi diventano più importanti dei primi aumentando la complessità della progettazione.

 

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